Altrove

domenica, 17 aprile 2005

Sono sul jetty a far foto del tramonto e della spiaggia. Ho il piede un po' dolorante. Oggi mi sono fatto una lunga camminata sul lato ovest della spiaggia... Ma non sono arrivato alla fine come volevo, dopo un ora ho "preso" un sasso e un imprecazione italiana si e' persa nel vento... Dietrofront, con l'alluce sanguinante.
Altra gente passeggia sul molo e mi passa vicino, inevitabilmente lo sguardo cade su quel cerottone un po' ridicolo che simboleggia la mia cronica disattenzione a dove metto i piedi... Tutti guardano verso il basso, una tartaruga sta nuotando tranquilla sotto il molo; per me e' uno spettacolo gia' visto, preferisco sorseggiarmi i lenti cambiamenti di colore del cielo.
Di nuovo solo.
Cerco di capire le sensazioni che provo, ma non mi riesce un gran che bene.
Sono a Monkey Mia. Di giorno questo posto si riempie di gente, per via dei delfini, ma alle quattro del pomeriggio, quando l'ultimo bus parte, torna la calma e il luogo si trasforma in un piccolo paradiso... Fino alle nove del mattino successivo.
Me ne sono accorto ieri. Ero in piscina con Jules, lei dormiva. Ho guardato l'ora e ho deciso di andare in spiaggia, erano le cinque e il caldo opprimente era finito da un pezzo. C'era poca gente, le piccole imbarcazioni da pesca erano tornate a riva e i pescatori pulivano i pesci su tavoli di legno circondati da gabbiani eccitati; la sabbia era tiepida sotto i piedi, i colori caldi; i pellicani, grandi quasi come persone, attendevano placidamente non so cosa, se ti avvicini un po' troppo ti minacciano con una beccata a vuoto, e lo stac! di quell'immenso becco e' un ottimo deterrente.
Ogni tanto qualche delfino saltava distante per poi scomparire e riapparire imprevedibile piu' in la... Mi sono seduto assolutamente entusiasta e ho deciso di restare ancora qualche giorno, non voglio lasciarlo un posto cosi'... Non se ne parla proprio. Ok dopo sara' ancora piu' bello... Coral bay, la barriera corallina, i pesci tropicali... Ma cosa c'e di meglio di passare qualche giorno in un posto cosi' accogliente sapendo che il domani e' promettente?
Tornato da Jules glielo dico. Jules, io resto ancora qualche giorno, non parto domani. Se resti anche tu sono contento. Ci pensa. Roberto io parto domani. Ah, ok. Ok...
E cosi' e' andata via, lasciandomi "Da Vinci Code" e un foglio con scritto la sua email, il suo telefono tedesco e un kiss esclamativo.
Abbiamo passato una bella ultima serata, col dispiacere di separarci ma senza tristezze, evitando baci appassionati e parole fuori luogo... Giocando, ridendo delle mie prese in giro... Sorry, I can speak just a little english, you know!... I confuse big and great! Great woman! You are a great woman... no a big woman...I'm sorry! Parando in una risata i suoi pugni e i suoi lanci di sabbia... It's a misunderstanding! Why a word so long for a so important concept? Whole life is a misunderstanding... I joke Jules... I joke bella!
Non so che pensare, forse non c'e' nulla da pensare, ci sono cose che si vivono e basta. Abbiamo passato bei giorni insieme, visitando luoghi il cui ricordo si leghera' inevitablmente alla persona. Shell Beach, le gole e i fiumi del parco nazionale di Kalbarri; Denham, i tramonti, le stelle, la stanchezza delle ore in pulman viaggiando su strade che percorrono il nulla assoluto; la colonia di stromatoliti e il mio tantativo assurdo di esprimere in inglese un pensiero cosi' complesso.... Le cene rimediate, i giri in catamarano, aggrappati alla rete di poppa e centrifugati dalla scia della barca... I delfini... Oh i delfini! E la loro incommensurabile bellezza... Ciao Jules! Dai che ci rivedremo sicuramente... Se vogliamo saremo degli ottimi amici... A Roma hai una casa se vuoi venire.
Ripenso con un sorriso al suo quaderno, dove, oltre al diario di viaggio, appunta in sezioni differenti gli animali visti, le cose rotte e quelle perse...
- Come le cose perse?
- Si', quello che ho perso... e se poi le ho ritrovate scrivo dove e come.
- Ma anche i luoghi?
- In che senso i luoghi?
- Beh io viaggiando ho perso dei luoghi... Magari ci volevo andare e poi non ci sono andato, come le isole Abrolhos per venire da te... O luoghi famosi per i film, come Hanging Rock vicino Melburne, o il point break di Bells Beach
- Wow! Great idea! Tank you Roberto.
- You are welcome...
Rileggo quello che ho scritto, rileggo i giorni passati, i mesi passati... E mi rendo conto che sono piu' le cose non dette, le persone non citate e i luoghi non raccontati di quello che ho riportato... Chissa' se la memoria terra' col tempo, chissa' se dovrei anche io appuntare in un angolo del mio quaderno tutte le cose viste e vissute, Chissa' se Jules ha scritto anche il mio nome tra le cose perse.



10 aprile 2005
Apro gli occhi sulla ventlatore da soffitto che gira lentamente, ci metto un po' a realizzare dove sono. Gia', Kalbarri. Non so minimanmente che posto sia. Arrivato ieri col buio, dopo una lunga e intensa giornata di pulman, intorno all'ostello ho visto solo piante e una strada che scivola silenziosa e buia; dietro, a duecento metri, dovrebbe esserci il mare.
Poi riemergono immediate e vive le immagini di quello che e' successo dopo, wow... E richiudo gli occhi.
Scivolo da letto cercando di non svelgliare Jules. Quando mi sfilo da sotto il suo braccio apre per un attimo quei due fari blu e li richiude in un sorriso. Mi infilo un paio di pantaloncini e scendo scalzo in cucina, affamato come un lupo. Non c'e' ancora nessuno. Non ho il latte, solo un po' di pane, la nutella e dei fagioli... Non ci siamo proprio. Oggi spesa. Quando giri frequentemente la roba fresca si consuma in giornata, non dura... Cosi' quando arrivi in un posto non hai mai latte, burro, formaggio, verdura, frutta... Nel frigo trovo un cartone di uova con la targhetta Jules, ne rubo due. Pane tostato, uova e fagioli; gia' va meglio. Canticchiando I can fly accendo il fornello e prendo una padella... e cazzo ho finito l'olio! E che palle! Ma me posso "ricordare di prendere l'olio"? Gia' andarci in giro con olio, sale, aglio, zucchero e caffe'... Vabbe', metto su l'acqua e mi sorseggio il caffe' mentre aspetto che bolle. Con un gesto del capo saluto le persone che piano piano appaiono assonnate, ci ho fatto il viaggio insieme e mi guardano con un che di interrogativo... Non so se per l'acqua che bolle, perche' ieri mi hanno visto cambiar stanza o... Non oso pensare altro. Il punto interrogativo si ingrandisce qundo mi vedono rompere due uova dentro l'acqua bollente... Uova in camicia, do you know? Chissa' che idea si sono fatti.
La colazione la consumo sotto il porticato e finalmente posso guardarmi intorno: terra rossa, cespugli fioriti di un rosso aspro, i tronchi bianchi degli eucalipti e tanto verde. "Bello" mi dico masticando, e ripenso alla sera prima, quando sceso dal bus ho trovato Jules ad aspettarmi sorridente ed impacciata quanto me. Non ci conosciamo neanche, non sappiamo bene che dire e come comportarci... Ma ci mettiamo poco a ritrovare l'allegria, il gioco e l'ironia che abbiano in comune. Il resto e' venuto da se, naturale, senza fretta.
Ed ora eccola che arriva con il suo fiore, il suo sorriso e la sua "presenza" ancora un po' assonnata.
E passiamo la giornata a scoprire luoghi e noi stessi.
Poi compriamo una bottiglia di vino e cerchiamo un bel posto sulla spiaggia per goderci il tramonto... Ma dopo un po' tutto si mischia, il vino, i baci, le onde immese, la pelle, il sole, le parole, i sospiri. E quando torniamo in noi, e raccogliamo le cose sparse, sorridiamo per quanto e' tardi; e ci ritroviamo a salutare con un abbraccio stretto le stelle, che a milioni hanno visto l'inraccontabile.
In ostello gia' dormono tutti. Ci prepariamo una cena, rimedio una candela, collego il suo lettore mp3 al mio portatile e scherziamo e ridiamo sottovoce, con i grilli e "kiss me" in giapponese che si ripete non so piu' quante volte.
Mi piace fantasticare che tutto sia spento e che ci sia solo la luce di quella candela ad illuminare noi, il tavolino e il mondo intero. Kiss me.




8 aprile 2005
Jules ha detto che mi aspetta a Kalbarri. E l'umore cambia. E' proprio vero che la vita e' uno stato d'animo.
Da sopra la duna, guardando intorno, respiro la bellezza del posto. E' che con i luoghi si prende confidenza come con le persone. Ci vuole il suo tempo, dipende. A volte poche ore a volte giorni; a volte mai. Ieri mattina quando sono arrivato ho capito subito che avevo fatto bene a scendere qui'; ma solo ora, tornato l'entusiasmo, comprendo il paesaggio che mi circonda e realizzo dove sono.
Due golfi lunghi chilometri formano una immensa E, tipo quella della Esso, o se vogliamo fare i "newager" un grande om. E funziona cosi': Ci sono le dune erbose che per duecento metri sfumano lentamente in dune sabbiose, di una sabbia bianca, fina e morbida; queste si interrompono con un salto ripido di quattro cinque metri una spiaggia piatta di circa cento metri.
Questo capolavoro di consistente morbidezza, disegnata dal vento e con un mare impetuoso e lungo che la schiaffeggia continuamente, orla tutte e due i golfi, allungandosi nella parte centrale, dove un islotto la fa da cigielina. Nessun albero intorno. Solo il basso verde delle dune interne. Il resto e' sabbia, cielo, mare e vento...
Alle spalle, all'inizio del golfo piu' riparato, sorge il paese. Con le sue case con giardino, i fuoristrada parcheggiati, gli alberi, il market, la stazione di polizia e la newsagency. Quattro strade che si incrciano lunghe senza lampioni, senza gente che cammina, senza macchine che circolano. Poi, verso l'interno, ad una decina di minuti di bicicletta, ecco che ricominciano le dune, altssime, immense, a perdita d'occhio. Assolutamentesolosabbia, come se una enorme ruspa le avesse scaricate qui, coprendo quello che c'era sotto. All'orizzonte se ne intravede la fne, a qualche chilometro.
Affittano le moto e i fuoristrada. Fanno tour su un bus con le ruote grandi come case. Ma sopratutto si fa sandbording in questo minideserto. Io adoro perdermi in un posto cosi'... Ci cammini per un po' e ti ritrovi solo tra sabbia e cielo, perdendo inevitabilmente il senso d'orientamento. Solo salendo a quattrozampe sulla duna piu' alta, cercando di essere piu' veloce dello scivolamento, riesci a ritrovare la direzione.
Questo e'.
Continuo a pensare che e' il mare che preferisco... E' che ti sorprende per la sua familiarita' e per la sua immensita'. Qui' la natura ha trovato spazio per fare le cose veramente ampie.
E come e' tipico dell'Australia non c'e nessuno: poche linee di orme che si intrecciano con quelle dei fuoristrada, su una spiaggia assolutamente invitante a fare tutto... Io mi diverto a scaracollare giu' per la duna e prendere a correre verso riva facendo alzare in volo una cinquantina di gabbiani, che semplicemnte aprono le ali e si mettono controvento, rimanendo non so come immobili a sei metri d'altezza. Poi tutti insieme aprono il petto al vento e virano completamente planando veloci... Solo un colpetto d'ali, un' attimo prima di toccare terra, e si fermano sul posto senza un tentennamento, senza un passetto di assestamento. Gli adoro. Ormai conosco i gabbiani, e provo per loro una simpatica antipatia che mi porta a fargli i dispetti... un po' come i gatti. E' un piacere averli attorno.
Camminando sapendo che non arrivero' da nessuna parte, e che prima o poi faro' semplicemente dietro front, cambio la musica nelle mie orecchie. Satie. E il passo rallenta, e tutto si accorda con le note lente del piano... Se saro' fortunato si faranno vivi i delfini. Mi hanno detto che ieri nuotavano a pochi metri dalla riva giocando a pancia all'aria con i gabbiani. Non ho fretta comunque, so che li vedro' prima o poi, magari non oggi, non qui, e forse a Monkey Mia ci faro il bagno insieme...

Domani riparto. Non mi fermo a Geveston e abbadono l'idea di fare "un salto" alle isole Abrolhos, belle e famose per il naufragio del Bavaria. Raggiungo Jules e vediamo se ci riusciamo a stare qualche giorno insieme. Merita. Dire che ci conosciamo da poco e' un eufemismo. Mi ha fermato lei poco prima di salire sul bus a Perth. Mi ha riconociuto. Mi aveva visto all'ostello di Albany, una settimana prima. Anche io l'avevo notata, ma ero troppo preso a discutere con Caterina se dividere una camera doppia o dormire in camerata con gli altri per pensare a qualche cosa di piu' complesso di un semplice Hi. Poi i giorni passano e le facce sfumano.
Ci siamo seduti vicino, tutti e due diretti a nord. Scherzando e ridendo arriviamo subito a prenderci in giro... non so quanti anni abbia, credo poco piu' di trenta. L'eta' ci rende una rarita' l'un per l'altro. Qui' si viaggia costantementre sulla media dei venti, ventiquattro anni...
Insomma leghiamo... Ma lei e' decisa di scendere a Kalbarri, ed io molto prima, a Lancelin. Le parlo del posto, di quello che mi hanno detto. Lei mi ascolta divertita sgranando e socchiudendo due spendidi occhi azzurri a secondo se vuole assecondare il mio entusiasmo o rimporverare le mie critiche alle sue scelte. Con un sorriso ironico e quel fiore sull'orecchio. Che tipa...
Arrivati a Lancelin ci fermiamo per il breakfast. Incontro Caterina che ha passato qualche giorno qui'. Mi parla bene del posto, Jules ascolta e si convince... No, ora tu te ne vai! Dico io... Ride... Corre all'ostello per vedere se c'e un letto libero. C'e'. Evvai! Tutti e due contenti ed euforici di giocare a conoscersi... Glielo dico, me lo dice... Arriva l'autista e ci gela. Fra due giorni, sul prossimo bus, non c'e un posto libero per lei. Se resta deve aspettare altri cinque giorni... Ed io non posso proseguire perche' il bus e' pieno. Ci guardiamo. E' andata cosi'... I'm sorry. Ci salutiamo, non possiamo fare altro. Risale sul bus che subito parte... Ed io mi ritrovo solo col mio zaino nel silenzioso vento del posto. Con un mavvaffanculo che no so a chi indirizzare. La cosa mi infastidisce per la giornata intera ecchecazzo! Mi andava di conoscerla meglio e le andava di conoscermi meglio... E invece via... Maybe one of these days... E meno male che ci siamo lasciati i numeri di cellulare.
Di Jules non so nulla. Solo che le piace e sa ridere, e' un botto alta ed e' tedesca; vuole fare snorkeling. Poi se ne andra' un mese alla Fiji (bastarda) e porta sempre quel fiore tra i capelli vicino all'orecchio che le da un aria cosi' hawaiana... o hippy.

L'Yha di Lancelin ieri ospitava una scolaresca di studenti di inglese... Un po' troppa confusione. Oggi si sta meglio. Solo cinque persone. Il mio compagno di stanza neozelandese ha il fuoristrada e ce ne andiamo a fuoristradare tra le dune di notte... Ovviamente ci perdiamo. Tra le risa e i scossoni ritroviamo "la pista" per casa. Ma solo dopo aver fatto surf sulle dune alla luce dei fari (niente stelle stasera e' nuvolo... tutto non si puo' avere...). Con noi c'e' anche Sonia, una ragazza tedesca con cui ieri sera sono andato in spiaggia a vedere le stelle e quella scozzese un po' spigolosa che capisco peggio del neozelandese. Rimango perplesso che tra loro si capiscono cosi' bene. Il suono delle loro lingue e' obbiettivamente differente... perche' si capiscono? E perche' io no?
Comunque... mettendoci il bel tramonto di ieri, accanite partite a ping pong, la piscina dell'ostello e le amache, i due giorni sono passati piacevoli. Con Jules abbiamo solo rimandato... vedremo di cosa saremo capaci. Domani.

23:02 (ora di Oz) | commenti (19) |


Commenti
#1   17 Aprile 2005 - 23:17
 
ciao volevo farti i complimenti per il tuo blog e per tutto.. anch'io a settembre verrò in Australia... 6 mesi o come spero per sempre... la tua storia mi da la carica e al tempo stesso la speranza di dare finalmente la svolta alla mia vita.... grazie ciao Claudio...
utente anonimo

#2   18 Aprile 2005 - 05:34
 
Sembra di esserci :)))
Buona permanenza e salutami i canguri se li vedi... ;)
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#3   18 Aprile 2005 - 22:54
 
caro,
si dice che rober to pal non si comunica piu'...
quando si prevede il ritorno?
secondo te chi sono?
ciao ciao
utente anonimo

#4   18 Aprile 2005 - 23:00
 
Saranno 15 anni che sento parlare di questa Monkey Bay dove si fa il bagno con i delfini. Ti odio Carosi!! io sono lì che ci penso da quando ero bambina e tu mi freghi sul tempo e ci vai.
Ma quando torni??? :'(
Labussi
utente anonimo

#5   19 Aprile 2005 - 02:52
 
Allora li leggi i commenti?
Dopo l'ultimo sms a cui nn hai risposto pensavo che di dover andare "a chi l'ha visto"?
A proposito chissà se ne esiste uno versione australiana.
Mah
Comunque ho piacere di sapere che sei vivo e sopratutto non sei scomparso.
BACIO

utente anonimo

#6   19 Aprile 2005 - 15:14
 
non c'e' network per il cellulare qui' e i messaggi si perdono... mi spiace non ricevo sms da piu' di 10 giorni...

"secondo te chi sono"
eccheneso!? ;-)
utente anonimo

#7   19 Aprile 2005 - 15:16
 
labussi 15 anni fa tu non eri una bambina... ;-)))
utente anonimo

#8   20 Aprile 2005 - 00:32
 
hi hi hi verissimo!
volevo vedere se questo blog ha degli utenti attenti :-)
utente anonimo

#9   20 Aprile 2005 - 02:19
 
Cmq giusto per precisare la mai nn era una critica. Mi riferisco agli sms.
Ma tornerai?
utente anonimo

#10   20 Aprile 2005 - 17:39
 
purtroppo tornero'... prima o poi ;-)

roberto
utente anonimo

#11   21 Aprile 2005 - 23:28
 
CIUMACOOOOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!
utente anonimo

#12   23 Aprile 2005 - 00:48
 
Caro
si dice che fra un po' ritorni...
ma quando?
anche la mia mugliera e' partita per la cina.
Mi sembra che l'unico che lavora qua song'io!
...ma secondo te chi sono?
utente anonimo

#13   23 Aprile 2005 - 01:33
 
ciao palla di aladino!
ma come in Cina?! e perche' tu non sei partito?
ma non avevi una mezza idea di venire qui?
torno a fine maggio... cioe' qualche giorno prima. Ma non mi ci far pensare...
utente anonimo

#14   25 Aprile 2005 - 06:38
 
E secondo te, io. Io chi sono?
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#15   25 Aprile 2005 - 06:39
 
...ecco. A me internet mi riconosce sempre!
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#16   30 Aprile 2005 - 02:28
 
non ho ancora capito se non vuoi tornare per quello che troverai qui o per quello che lascerai lì. lapinta.
utente anonimo

#17   02 Maggio 2005 - 17:09
 
Marco Lucchi da Sydney.
Caro Roberto, spero che vada tutto bene. Io Monkey Mia l'ho vista solo dall'aereo andando a Broome. A Broome paese (sono due strade in croce) non c'e' molto, ma se vai verso nordest, sulla Gibb River Road, direzione Kununurra, trovi dei posti meravigliosi "nascosti" nel deserto. L'ho fatta, la Gibb River Road, sterrato desertico di oltre 1000 km, nel 2000 con Andrea Terrinoni in four wheel drive. Un mito. Soprattutto il Bungle-Bungle National Park, quello che sembra un altro pianeta. Attento, pero', perche' sei in mezzo al deserto VERO, quindi vacci solo se sei organizzato.
Famme sape'.
Auguri
utente anonimo

#18   02 Maggio 2005 - 17:31
 
Sempre Marco Lucchi
Ciao Labussi, tutto OK a RC?
Ciao anche a tutti quelli che mi conoscono (e agli altri, ovviamente).
Roberto: tanto per avere un'idea
http://www.kimberleys.com.au/bungle.htm
utente anonimo

#19   02 Maggio 2005 - 21:25
 
Ciao Roberto!
Mi mancano tanto i tuoi resoconti, mi manca leggere le tue avventure!
recupererai scrivendo tutto quando torni, vero?!!? così sembrera a tutti...di essere ancora là!
:-)

Baci, Gioia
utente anonimo

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